Un contatto non è un cliente

Perché contare i lead porta a decisioni sbagliate, e cosa misurare invece nel tuo centro.

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Conversione4 minuti di letturaPaul Stefanescu

Molte agenzie chiudono il mese con un numero: quanti contatti sono arrivati. Cento contatti sembrano tanti. Ma se ne entrano in cabina dieci, e ne comprano tre, quel numero racconta una storia molto diversa.

Il contatto è solo l'inizio. Tra il click su una pubblicità e il trattamento pagato ci sono almeno quattro passaggi, e in ognuno si può perdere gran parte del lavoro fatto.

Dove si perdono i contatti

  • Ricontatto in ritardo. Chi ha chiesto informazioni oggi, domani ha già cercato un altro centro.
  • Pochi tentativi. Una chiamata senza risposta non è un "non interessato".
  • Appuntamenti senza conferma. Senza promemoria, una parte delle persone non si presenta.
  • Prima visita svalutata. Se in cabina non c'è un percorso da proporre, la cliente fa la prova e sparisce.

Cosa misurare davvero

Per capire se il marketing funziona servono quattro numeri, sempre insieme: contatti arrivati, appuntamenti fissati, persone presentate e clienti che hanno acquistato. Il rapporto tra uno e l'altro ti dice esattamente dove intervenire.

Se arrivano contatti ma pochi prenotano, il problema è il ricontatto. Se prenotano ma non si presentano, servono conferme e promemoria. Se si presentano ma non comprano, va rivista la vendita in istituto.

Il punto

Un sistema di marketing serio non si giudica dai contatti, ma da quante persone entrano in cabina e quanto incassi. È per questo che nel nostro metodo campagne, segreteria e CRM lavorano insieme: un pezzo da solo non basta.

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